sabato , 19 agosto 2017

Il corno

corno modernoCorno moderno in Fa/Sib

 

 

Il corno è uno fra i più caratteristici aerofoni (strumenti musicali a fiato) che fa parte della sottofamiglia degli ottoni a canneggio conico . Sebbene spesso venga chiamato Corno franceseper essere distinto da quello inglese, dal 1971 l’International Horn Society ha suggerito che questo strumento venga identificato con la cola parola di ‘corno’, mentre per identificare quello ‘inglese’ l’aggettivo specifico debba essere aggiunto.

Il corno moderno è uno strumento traspositore in Fa e Sib: la distanza tra nota scritta e nota d’effetto è di una quinta giusta. Viene scritto in chiave di violino, ma per il registro grave si utilizza talvolta la chiave di basso.

Il corno ha  un canneggio conico (tuttavia nella parte iniziale è parzialmente cilindrico) lungo quasi 4 metri, avvolto a spirale e terminante in una campana molto svasata. Ilbocchino, contrariamente agli altri ottoni di tipo cilindrico come tromba, trombone, etc che utilizzano bocchini con sezione a tazza, ha una sezione conica ed è relativamente piccolo. I corni moderni hanno il bocchino separabile dal corpo dello strumento, in modo che ogni strumentista possa scegliere il modello di bocchino che più trova confacente.

Lo strumento antico, chiamato corno naturale, non aveva valvole e poteva produrre solo gliarmonici naturali.

corno naturaleCorno naturale ad altezza variabile con sei differenti canneggi che modificano l’altezza – Joseph Raoux, Parigi, fine del XVIII secolo – Parigi, Musée de la Musique

I corni moderni sono detti invece  ‘a macchina’ e hanno almeno tre valvole, da azionare con la mano sinistra, che deviano l’aria in tubature aggiuntive e permettono di produrre tutte le altezze cromatiche. Molti corni possiedono valvole rotative azionate da leve, ma alcuni, come il corno viennese, usano pistoni simili a quelli della tromba.

Attualmente si costruiscono corni singoli (nella tonalità di Fa o, più raramente, di Si♭), doppi (i più comuni, in Fa/Si♭) e tripli(in Fa/Si♭/Fa acuto). Questi ultimi hanno una o due valvole supplementari, solitamente azionate dal pollice, che deviano l’aria verso il canneggio supplementare.

Il timbro assolutamente caratteristico del corno, può essere soffice e profondo, pieno, scuro e pastoso, ma anche squillante e maestoso. La sua estensione sonora  può raggiungere quasi 5 ottave.

In orchestra viene utilizzato come strumento armonico e solistico, grazie al suo particolare timbro che “lega” molto bene gli altri suoni e può anche emergere facilmente; molti compositori del periodo barocco, classico e romantico hanno dato importanti ruoli a questo strumento dal suono evocativo in campo sinfonico, cameristico ed operistico.

Il corno doppio si può considerare lo standard odierno. Unisce un canneggio in Fa (lungo 3,894 m) ad uno in Sib (lungo “solo” 2,917 m). Questo permette di suonare più agevolmente nella zona acuta dello strumento, usata sempre più spesso dai compositori. Il prototipo di questo strumento risale al 1897 ad opera del costruttore tedesco Fritz Kruspe. Attraverso un quarto cilindro azionato dal pollice, il cornista può agevolmente passare dai suoni gravi e pieni del corno in Fa a quelli più acuti e squillanti del corno in Sib.

Restano però in uso altri modelli:

il corno singolo in Fa o in Sib a tre cilindri: più leggero e maneggevole (talvolta avvolto anche più strettamente), usato per scopi didattici o per eseguire le opere più lunghe e fisicamente impegnative (ad esempio, quelle di Richard Wagner);

il corno singolo in Fa acuto (“descant horn”) che facilita l’emissione nel registro più alto e rende più agevole l’esecuzione di repertori o brani particolari. Corni in Fa acuto vengono usati, ad esempio, per eseguire i Concerti brandeburghesi di Johann Sebastian Bach;

il corno doppio in Si♭/Fa acuto o Si♭/Mi♭ acuto

il corno triplo in Fa/Si♭/Fa acuto, uno strumento con la massima estensione e flessibilità timbrica che trova il suo limite nel peso e nella complicata costruzione e manutenzione;

il corno naturale, usato ancora da molti cornisti per eseguire repertorio antico in maniera filologica;

il Corno Viennese o “Pumpenhorn”, suonato tradizionalmente a Vienna e nelle regioni limitrofe, disegnato sul modello dei corni di fine ottocento. Si tratta di un corno semplice in Fa con una particolare macchina a pistoni.

la Tuba wagneriana, suonata generalmente dai cornisti dell’orchestra, ha una costruzione verticale, simile a quella delle tube. Ha un suono cupo e trova uso essenzialmente nelle opere del compositore tedesco che l’ha inventata;

il Corno alpino può essere considerato un corno naturale costruito in legno e con sviluppo rettilineo;

il mellofono è un corno in Fa acuto costruito secondo le fattezze della tromba, con la campana rivolta in avanti.

il corno postale o “cornetta da postiglione” trova rarissima applicazione musicale ma compare sovente nei simboli dei servizi postali in tutto il mondo.

i 4 sublimi concerti per corno di W. A. Mozart

La potenza sonora del corno nel ‘Richiamo di Sigfrido’ dall’opera Sigfrido di Wagner

(Credits: foto1 BenP; foto2 BenP; video1 harpsichordRB; video2 khayes667)

Chiara Pisati

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