La quinta scena del Messiah sviluppa il tema della redenzione portata da Cristo. Ce la gustiamo tutta d’un fiato, ma prima diamo uno sguardo ai testi e alla struttura dei brani che la compongono.
Il primo brano è l’aria per soprano Rejoice greatly, o Daughter of Zion:
Rejoice greatly, O Daughter of Zion, shout, O Daughter of Jerusalem, behold, thy King cometh unto thee: He is the righteous Saviour, and He shall speak Peace unto the Heathen.
Giosci grandemente, figlia di Sion, grida di giubilo, figlia di Gerusalemme. Ecco, il tuo Re viene a te. Egli è il giusto Salvatore e stabilirà pace fra le nazioni. (Zaccaria 9, 9-10)
L’aria, in allegro, si apre con i violini all’unisono. La voce entra a 00’ 23” con una melodia caratterizzata da movimenti progressivi in senso ascendente, che arrivano a coprire l’estensione di un’ottava.
A 01’ 28” comincia la seconda parte. La voce si muove ora per gradi congiunti.
A 02’ 57” possiamo ascoltare la ripresa variata della prima parte.
Non ho la possibilità di incorporare nel post questo video, ma ti indico il link.
L’aria è seguita da un recitativo per voce di contralto:
Then shall the Eyes of the Blind be open’d, and the Ears of the Deaf unstopped; then shall the lame Man leap as a Hart and the Tongue of the Dumb shall sing.
Allora si apriranno gli occhi del cieco e le orecchie del sordo, allora lo zoppo salterà come un cervo e canterà la lingua del muto. (Isaia 35, 5-6a)
Segue poi il duetto per soprano e contralto
He shall feed His Flock like a Sheperd, and He shall gather the Lambs with His Arm, and carry them in his Bosom, and gently lead those that are with young. Come unto Him all ye that labour, come unto HIm that are heavy laden, and He will give you Rest. Take his Yoke upon you, and learn of Him; for He is meek and lowly of Heart; and ye shall find Rest unto your Souls.
Pascolerà il suo gregge come un pastore, radunerà gli agnelli con il suo braccio e li porterà sul proprio petto, e condurrà con delicatezza le pecore madri. Venite a lui voi tutti che faticate, venite a lui voi tutti che siete oppressi ed egli vi darà riposo. Prendete su di voi il suo giogo e imparate da lui, poiché egli è mite e umile di cuore, e troverete riposo per le vostre anime. (Isaia 40, 11; Matteo 11, 28-29)
Il brano si apre con un movimento in larghetto che richiama immediatamente la scrittura tradizionale della Pastorale. La melodia è affidata inizialmente alla voce di contralto. A 02’ 32” la parola passa al soprano, che riprende quanto esposto dal contralto.
Il coro conclusivo si rifà ad un brano profano composto dallo stesso Haendel, il duetto Quel fior che all’alba ride, riprendendone il primo movimento e arricchendo l’originaria scrittura per due voci soliste con ritornelli corali che ne amplificano il tono di festa. Proprio al modello profano rimanda l’esposizione iniziale del tema, in imitazione tra soprano e tenore:
His Yoke is easy, his Burden is light.
Il Suo giogo è dolce, il Suo carico leggero. (Matteo 11,30)
E per terminare il nostro ascolto di oggi, un brano “eccentrico”, il citato modello Quel fior che all’alba ride:

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