giovedì , 22 giugno 2017
Home » Capire la musica » Le parole della musica » Ciaccona e passacaglia, le due ‘cugine’

Ciaccona e passacaglia, le due ‘cugine’

CiacconaIl termine ciaccona indica un tipo di danza, di origine cinquecentesca spagnola e indica pure la  forma musicale derivata dalla danza stessa.

È composta in tempo ternario sopra un basso ostinato (cioè una breve figura musicale ripetuta ad oltranza senza modificare né altezza né ritmo), in origine era una  danz adi carattere vivace che  si fece più austera alla corte francese entrando a fare parte di composizioni strumentali  agli inizi del XVII secolo come il balletto, l’opera e le suites .

Il termine fu successivamente applicato a qualsiasi opera in tempo moderato di 3/4 che consistesse in alcune variazioni su di una linea di basso.

Il basso che caratterizza la ciaccona segue una regola ferrea: si muove dalla tonica alla dominante, con moto ascendente o discendente, cromatico o diatonico. Può anche essere sottinteso, dato che l’armonia realizzata dalle voci superiori ne fa comunque percepire la presenza.


La sublime Ciaccona di Corelli (proposta anche nell’immagine iniziale)

(credits: foto1 pubblico dominio -IMSLP, video gpagannone)

PassacagliaL’incipit della Passacaglia di J.S.Bach BWV 582 in do minore (si noti il tema enunciato da solo nelle prime battute)

La passacaglia è una forma musicale,  anch’essa derivata da una danza di origine spagnola, basata sulla variazione continua su di un tenor. Il nome deriva dallo spagnolo e significa passare la calle, cioè la strada, termine che rivela la provenienza popolare da musicisti girovaghi.

Presenta notevoli somiglianze con la ‘ciaccona’.

La passacaglia prevede una linea melodica, normalmente enunciata la prima volta da sola, che può fungere alternativamente da basso (e in questo caso suggerisce l’armonia), da canto (e quindi può essere armonizzata in modi diversi) o da parte interna. La Passacaglia nel periodo barocco è stata monopolizzata dalla musica colta diventando una forma molto utilizzata nei più disparati contesti.

Oltre che come forma a sé stante (citiamo capolavori come la passacaglia in do minore BWV 582 di Johann Sebastian Bach e la passacaglia in re minore BuxWV 161 di Dietrich Buxtehude), la passacaglia può essere parte costitutiva e integrante di altre forme musicali. Ad esempio lo stesso Bach la utilizza nel Crucifixus della Messa in Si minore, mentre Brahms la impiega per terminare le Variazioni su di un tema di Haydn.

La Passacaglia BWV 582 di Bach nella intepretazione del M° Stamm  e anche ascoltando si nota l’incipit del tema in assolo

(Credits: foto pubblico dominio; video counterpoint85)

Chiara Pisati

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*