giovedì , 22 giugno 2017
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La Follia. Uno dei più famosi, conosciuti e utilizzati temi musicali in tutti i tempi

Folia, temaIl tema de “la Folia”

 

 

La Folia (in spagnolo), o Folies d’Espagne (francese), Faronel’s Ground (inglese) o Follia (italiano), è un tema musicale europeo fra i più antichi che si ricordino e coesiste in due versioni: una più antica e una ‘tarda’.

La ‘follia’ antica, più veloce, poteva assumere varie forme musicali, mentre assai più conosciuta è  la ‘tarda follia’, utilizzata nella musica colta fino ai giorni nostri. La tarda follia è una progressione di accordi che risalirebbe ai sec XV/XVI e che sostiene un tema melodico preciso. Su questa struttura l’esecutore era libero di improvvisare. Caratteristica della tarda follia è quella di essere basata su una passacaglia (un basso che viene ripetuto più volte) mentre la linea melodica prende la forma di una sarabanda lenta in tempo di 3/4. Le variazioni possono presentare tempi e svolgimenti melodici diversissimi secondo l’estro del compositore.

Diverse fonti riferiscono che sarebbe stato Jean-Baptiste Lully  il primo compositore a formalizzare la progressione di accordi di serie e la linea melodica, ma la progressione è stata trovata  tra la fine del XV secolo e l’inizio del XVI secolo anche nel repertorio vocale sia italiano (“Canzoniere di Montecassino”, “Canzoniere di Perugia” e nel repertorio frottola) che spagnolo (principalmente nel ” Cancionero Musical de Palacio “e, qualche anno dopo, nel repertorio ensaladas).

Più di 150 compositori hanno utilizzato questo tema nelle loro opere adattandolo a ogni sorta di strumento o all’orchestra. Le prime pubblicazioni risalgono alla metà del XVII secolo, ma di certo l’origine è molto più antica. Opere teatrali del rinascimento portoghese, tra cui opere di Gil Vicente, menzionano la folia come una danza eseguita da pastori o contadini. L’origine portoghese è desunta dal trattato De Musica Libri septem di Francisco de Salinas (1577).

Jean-Baptiste Lully, con Philidor l’aîné nel 1672, Arcangelo Corelli nel 1700, Marin Marais nel 1701, Alessandro Scarlatti nel 1710, Antonio Vivaldi nel suo Opus 1 N. 12 del 1705, Francesco Geminiani nel suo Concerto Grosso numero 12 (che era, in realtà, parte di una collezione di trascrizioni di Corelli  delle sonate per violino), George Frederick Handel nella Sarabanda della sua Suite per tastiera in re minore HWV 437 del 1727, Johann Sebastian Bach  nella Cantata dei contadini BWV 212 del 1742, le 26 variazioni di Antonio Salieri, prodotte tardi nella sua carriera, sono solo alcuni esempi della versatilità con cui il tema è stato elaborato.
Nel XIX secolo, Franz Liszt incluse una versione della Folia nella sua Rhapsodie espagnole.
La Folia, ancora una volta riacquistò interesse nel corso del XX sec. nel 1930  Sergei Rachmaninov la utilizzerà nelle sue Variazioni su un tema di Corelli nel 1931 e Manuel María Ponce nelle sue Variazioni su “spagnolo Folia” e Fuga per chitarra.

Basso della 'tarda follia'Il Basso della Tarda Folia con le indicazioni armoniche

La Versione di Martin y Coll


La Folia secondo Frescobaldi interpretata dal compianto Leonhardt


Versione di Lully

Per la superba versione di Corelli sopra La Follia vi rimandiamo al post sul flauto dolce

(Credits: foto1 Pierre-Étienne Nataf; foto2  Tino032; video1 e 3  Le Lutin d’Ecouves; video2 TheGravicembalo)

Chiara Pisati

 

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