domenica , 19 novembre 2017

Gli intervalli

tavola degli intervalliIntervalli musicali dal “più che diminuito” al “più che aumentato”, ottenibili senza modificare il 1° termine

In musica si dice intervallo ladistanza tra due suoni.

Tale distanza si può verificare tra due suoni prodotti consecutivamente, uno dopo l’altro, e allora lo chiameremo intervallomelodico o salto, mentre se i due suoni vengono prodotti simultaneamente, lo si chiameràintervallo armonico  o bicordo.

Un intervallo melodico si distingue per la direzioneascendente odiscendente, nel primo caso il secondo suono è più acuto rispetto al primo, nel secondo è più grave.

  • Un intervallo armonico è caratterizzato da consonanza o dissonanza, fenomeni legati all’interferenza generata dai due suoni in questione. Generalmente si pensa che un intervallo dissonante sia anche ‘sgradevole’ all’udito, ma ciò non corrisponde al vero: un intervallo dissonante è un intervallo che dà un senso di maggiore sospensione alla frase musicale, e di conseguenza di maggiore ‘movimento’ verso la risoluzione su un accordo consonante, che dà invece una sensazione sonora di stabilità.

Gli intervalli, nella tradizione musicale europea, definiscono le distanze fra le note di una scala musicale e sono misurati in gruppi di toni e semitoni; intervalli più piccoli possono avere come unità di misura il comma o il cent.

Si noti che l’intervallo musicale è una classificazione teorica delle distanze musicali e non delle distanze acustiche che separano un suono dall’altro. Per tale motivo, non rientra nel campo dell’accordatura e del temperamento.

Per essere più chiari, in un argomento che presenta sempre qualche difficoltà di spiegazione, chiamiamo i 2 suoni che formano l’intervallo col nome di ‘termini’  e  che per calcolare senza possibilità di confusione un intervallo è necessario stabilire la “distanza” e la “specie”.

La distanza identifica quanti gradi intercorrono tra i due termini contando anche i due in questione, attraverso un aggettivo numerale ordinale al genere femminile (ad es.: Do3-Re3 = intervallo di seconda o di 2ª; Do4-Mi4 = intervallo di terza o di 3ª )

La specie è la distanza effettiva tra i termini. Essa viene calcolata sulla base della scala maggiore avente per tonica il 1º termine.  Per semplificare la comprensione facciamo un esempio… calcoliamo la specie dell’intervallo Do/Mi.  Do è il 1° termine, quindi forma la scala di  Do Maggiore, cui la nota Mi effettivamente appartiene,  quindi dato che tra do e mi ci sono 3 gradi, possiamo affermare che l’intervallo do/mi è un intervallo di 3° MAGGIORE.

Se avessimo scelto Do/ Mi bemolle, il Mi bemolle non fa parte della scala di Do maggiore, ma è un semitono più basso, ecco che la distanza rimane identica, quindi sempre intervallo di terza, ma cambia la specie, e in questo caso, essendo appunto un semitono più basso abbiamo una 3° MINORE.

(Credits foto Wolfgang)

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