domenica , 22 ottobre 2017
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Ottava corta o Scavezza

Con ottava corta o scavezza si intende un antico metodo, oggi in disuso, di assegnare i tasti di alcuni strumenti a tastiera (clavicembalo, clavicordo, organo) al fine di dare allo strumento una maggiore estensione nel basso.

ottava cortaIn un’ottava corta la nota più bassa presente sulla tastiera è formalmente il mi, però, premendo quel tasto, si ottiene un do. Il tasto del fa♯ produce un re, quello del sol♯ un mi. Così, suonando i tasti mi, fa♯, sol♯, fa, sol, la, si, si sente in realtà do, re, mi, fa, sol, la, si. Il tasto del la♯ dà realmente un la♯ (si♭)

La logica alla base di questo sistema è che le note alterate nell’ottava più bassa della tastiera erano di uso molto raro nella musica antica. Al contrario do e re erano note molto comuni ed entrambe erano usate spesso per formare accordi.

ottava spezzataUna variante dell’ottava corta, detta ottava spezzata, includeva alcune note utilizzando tasti aggiuntivi, detti appunto “tasti spezzati”: la parte anteriore e la parte posteriore di un tasto producevano suoni diversi. Ad esempio, i tasti si, do, do♯, re, re♯, mi, con i tasti do♯ e re♯ divisi in parte anteriore e posteriore, davano il tasto si che produceva il suono sol, il tasto anteriore del do♯ che produceva la e il tasto posteriore dello stesso do♯ che produceva un vero do♯.

La parte anteriore del tasto re♯ produceva un si e la parte posteriore un mi♭. Così, suonando i tasti si, do, do♯ (parte anteriore del tasto), do♯ (parte posteriore del tasto), re, re♯ (parte anteriore del tasto), re♯ (parte posteriore del tasto), mi, fa, venivano prodotti i suoni sol, do, la, do♯, re, si, mi♭, mi. In questo modo mancano solo due note della scala cromatica, sol♯ e la♯.

(Credits: foto 1 Pubblico dominio; foto 2 Gérard Janot)

Chiara Pisati

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