domenica , 22 ottobre 2017
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Il tamburo

Tamburo è un termine generico per definire uno strumento a percussione della famiglia dei membranofoni.

Organologicamente si definisce “tamburo” uno strumento cavo con forma cilindrica con il suono  prodotto percuotendo o raschiando una pelle tesa su una o entrambe le estremità del fusto.

tamburoE’ uno strumento presente in tutte le culture e in ogni parte del mondo e si può annoverare fra gli strumenti più antichi. Ogni zona ha le proprie peculiarità, le proprie caratteristiche sia costruttive che del modo di suonare, e anche all’interno di una stessa cultura ci sono delle varianti.

Vediamo in Italia qualche curiosità sui tamburi da regione a regione.

In alcune località della Calabria le processioni religiose sono accompagnate dal ritmo scandito da complessi formati soltanto da suonatori di tamburo. Famosi erano i “tummarinari” di Pittarella

In Sardegna, l’utilizzo dei tamburi è soprattutto in periodo di Carnevale. Il paese che ha mantenuto la tradizione è solo Gavoi, dove si chiamano “Tumbarinos”, mentre in Ogliastra si chiamano Tamborrusu.

Per la Puglia, già nel ‘600 attestò l’uso del “surdastro”, un tamburo che si percuoteva su entrambi i lati con due bacchette. Tipico e assolutamente immancabile nella pizzica salentina.

In Campania è tipica la “tammorra”, un tamburo a cornice di grossa dimensione, con pelle di capra o montone e cinque coppie di piattini risonanti inseriti e distribuiti simmetricamente nel fustoche accompagna  la danza della “tammurriata.”

Il putipù è uno strumento a percussione usato nella musica folk napoletana e, più in generale, nella musica folk di gran parte del Sud Italia,  si tratta di un tamburo a frizione.

(Credits: foto Pubblico dominio)

Chiara Pisati

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