domenica , 19 novembre 2017
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Tahiti Trot: l’orchestrazione nata per gara

Il Tahiti Trot, Op. 16, è un’orchestrazione di Tea for Two, un celebre brano del musical No, no, Nanette, di Vincent Youmans.

Il Tahiti Trot è stato composto in seguito ad una gara tra Šostakovič e Nikolai Malko: durante un loro incontro, il 1 ottobre 1927, i due ascoltarono alla radio il brano originale, e Malko scommise cento Rubli che Šostakovič non sarebbe stato in grado di riorchestrare il Tea for Two in meno di un’ora. Il compositore, ritiratosi quindi in una stanza, tornò dopo tre quarti d’ora con il pezzo pronto.

La première del brano si svolse a Mosca il 25 novembre dell’anno successivo, sotto la bacchetta di Malko stesso, al Conservatorio di Mosca

La composizione, op 16 dell’autore è in La bemolle maggiore richiede come organico: Archi, Flauto, Ottavino, 2 oboi, 2 clarinetti in si bemolle, Fagotto, 4 corni, 2 trombe, trombone, Timpani, triangolo, Rullante, Piatto sospeso, Glockenspiel, Xilofono, Celesta, Pianoforte.

La struttura del brano (di tempo 4/4 o 2/2), estremamente semplice, è basata sempre su interventi di strumenti che espongono un tema di quattro battute e costruito su un preciso schema ritmico (semiminima, quattro crome, pausa di croma, croma)

‘Dopo l’introduzione, in cui si succedono brevi, spensierate idee degli archi e dei fiati – costituirà il ritornello orchestrale di collegamento delle riprese – compare il tema di Tea for two, articolato in quattro frasi: aperto dal suono metallico di campanelli e arpa, prosegue con xilofono e clarinetto, mentre la testa del tema torna con i violoncelli e procede con la quarta frase dei violini, cui si aggiunge il saluto finale dell’oboe. Il brano affronta in seguito una nuova versione del tema, presentata con fare graffiante da trombe e trombone e proseguita con altre varianti. Anche l’ultima ripresa del tema si distingue per nuove scelte strumentali: notevole è l’idea di presentare spezzata la frase finale, divisa com’è tra la voce di flauto-ottavino e il resto dell’orchestra qui usata con fare ritmico’ [commento di Marino Mora].

(Credits: video earthatic)

Chiara Pisati

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