domenica , 19 novembre 2017
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Andrés Segovia

Andrés SegoviaAndrés Segovia Torres, I marchese di Salobreña (Linares (Spagna), 21 febbraio 1893 – Madrid, 3 giugno 1987) è stato un maestro spagnolo della chitarra classica, considerato come il più importante sviluppatore della tecnica e dello studio della chitarra classica di tutti i tempi.

Il suo debutto avvenne nel 1910 a Granada, all’età di sedici anni; ma il suo primo concerto professionistico fu qualche anno dopo a Madrid, suonando una trascrizione per chitarra di Francisco Tárrega ed alcune altre, che aveva sviluppato egli stesso, di Johann Sebastian Bach. Velocemente la sua fama si diffuse in tutta la Spagna e già nel 1920 organizzò la sua prima tournée internazionale. Un storico concerto a Parigi nel 1924 sancì il riconoscimento della sua fama a livello mondiale, come testimonia il clamoroso trionfo delle esibizioni che seguirono in tutta Europa e negli Stati Uniti. Nel 1936, da poco trasferitosi a Barcellona, fu indotto a fuggire a Montevideo dallo scoppio della guerra civile spagnola, per far ritorno in patria solo dieci anni dopo. Nella capitale uruguayana diede la prima assoluta di alcune opere fondamentali, come il “Concerto in Re op. 99” di Castelnuovo-Tedesco e il “Concierto del Sur” di Manuel Ponce. Dopo la seconda guerra mondiale la sua attività concertistica riprese con rinnovato successo, Condusse parallelamente anche la sua carriera di didatta, iniziata nel 1950 con la prestigiosa assegnazione di un corso presso l’Accademia Chigiana di Siena.

L’attività concertistica di Andrés Segovia proseguì ininterrotta per tutta la sua vita e fino ad età imprevedibili, Nel 1987, all’età di 93 anni, tenne la sua ultima esibizione, a Miami. Morì il 3 giugno dello stesso anno, presso la casa di Madrid, per un’insufficienza cardiaca.

Il fondamentale contributo di Andrés Segovia nel portare la chitarra classica alla dignità degli altri strumenti solisti più acclamati si articolò essenzialmente su tre direzioni:

  • dotare la chitarra di un repertorio ricco e adeguato
  • sviluppare una tradizione della didattica dello strumento consolidata
  • stimolare il lavoro dei liutai nella ricerca di strumenti dotati di caratteristiche adeguate all’esibizione nelle grandi sale da concerto

Non si dedicò mai con convinzione alla composizione, e il numero di brani che portano la firma di Andrés Segovia sono in numero molto esiguo. Fra questi, lo Estudio sin luz in Si minore è certamente il più famoso, e viene spesso proposto nel repertorio di grandi esecutori. Maggiore impegno dedicò invece al lavoro di razionalizzazione della tecnica chitarristica, revisionandone aspetti fondamentali della didattica e curando le diteggiature di moltissimi studi.

Il suo successo di musicista contribuì inoltre allo sviluppo del suo strumento dal punto di vista dei requisiti tecnici. Fino agli inizi del XX secolo, infatti, le chitarre erano pensate e realizzate il più delle volte per essere ascoltate in ambienti relativamente ristretti, anche perché spesso ritenuta, nel campo della musica classica, come uno strumento troppo “popolare” o di solo accompagnamento. L’approdo della chitarra, per mano di Andrés Segovia, nelle grandi sale da concerto di teatri e conservatori, indusse un progresso da parte dell’arte liutaia nella direzione di conferire agli strumenti una maggiore potenza sonora e brillantezza. In ciò favorì anche la diffusione delle odierne corde in nylon, in grado di produrre un suono più forte e costante rispetto a quelle di budello usate fino ad allora: durante la guerra era diventato molto difficile reperire buone corde in budello (la maggior parte di questo materiale veniva destinato alla produzione di filamenti chirurgici per gli ospedali militari), e Segovia appoggiò con decisione le ricerche del liutaio americano Albert Augustin riguardo a questo nuovo materiale – il nylon, appunto – inventato dalla DuPont negli anni 30.

la chitarra di Segoviala chitarra di Andrés Segovia presso la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando

La prima chitarra posseduta dal giovanissimo Segovia fu un modello da studio, di scarso valore, del liutaio Benito Ferrer. In occasione delle sue prime esibizioni pubbliche, si procurò una chitarra da concerto costruita da Santos Hernandez nel 1912; secondo il racconto di Segovia, il proprietario del negozio dopo che lo ebbe sentito suonare gli donò lo strumento, fiducioso che il giovane chitarrista avrebbe fatto onore al marchio.

A Monaco, nel 1924 Segovia conobbe il liutaio tedesco Herman Hauser. Con Hauser iniziò una lunga collaborazione per la costruzione di uno strumento che rispondesse alle sue esigenze musicali. A Segovia sottopose diversi modelli nel corso degli anni, di cui quello definitivo e ufficiale risultò essere uno strumento costruito nel 1937 (la dedica all’interno reca anche il giorno: 14 febbraio), una chitarra che il Maestro spagnolo definì come “la più grande chitarra della nostra epoca”. Successivamente Segovia tornò a suonare chitarre Ramirez, stabilendo con José Ramirez III un sodalizio durato fino alla sua morte.

Entrambe le sue chitarre storiche, la Ramirez/Hernandez del 1912 e la Hauser del 1937, furono donate al Metropolitan Museum di New York con la prescrizione che non venissero mai più imbracciate da alcun chitarrista.


(Credits: foto1 http://foglobe.com/andres-segovia.html; foto 2 Zaqarbal; video czarmuzyki)

Chiara Pisati

 

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