domenica , 19 novembre 2017
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Il neuma. Curiosando nel gregoriano, parte 3

Il neuma nel canto gregoriano è un segno della notazione musicale utilizzato a partire dal IX secolo e durante tutto il Medioevo, fino all’introduzione del pentagramma che sta ad indicare l’insieme di note che si trovano su una unica sillaba.

Il neuma trascrive perciò una formula melodica e ritmica applicata ad una singola sillaba. Il neuma può essere ‘monosonico’ se a una sillaba corrisponde una sola nota, oppure ‘plurisonico’ se a una sillaba corrispondono più note. Nel caso del melisma che solitamente caratterizza lo jubilus nel canto dell’alleluia, vengono impiegate anche decine di note in un unico neuma.
Il neuma si distingue perciò dall’elemento neumatico, il quale indica un segno unito in composizione ad altri che lo precedono o lo seguono su una singola sillaba.
Quindi a differenza della musica sei segni fonici attualmente utilizzati l’elemento di base del canto gregoriano non è la nota musicale, ma il neuma.

Attualmente, nelle moderne edizioni del Canto gregoriano come nel Graduale Triplex, vengono utilizzate sia la notazione quadrata che la notazione sangallese e la notazione metense per offrire una lettura sinottica.

Tabella neumi

 

Neumi di base:

  • Punctum e Virga
  • Clivis o Flexa
  • Podatus (o Pes)
  • Climacus
  • Scandicus e Salicus
  • Torculus
  • Porrectus

Neumi speciali:

  • Quilisma
  • Stropha o Strophicus
  • Pressus
  • Bivirga
  • Trigon
  • Oriscus
  • Liquescenza
  • Episema
  • Neuma composto
  • Neuma melismatico

L’origine dei neumi è un problema tuttora dibattuto. A tal proposito si sono formulate diverse ipotesi:

  • origine dai segni ecfonetici bizantini;
  • origine dai segni sintetici ebraici;
  • origine dai segni grammaticali;
  • origine dagli accenti grammaticali: è la teoria più accreditata, sostenuta dalla scuola di Solesmes. I neumi deriverebbero dall’accento acuto (/) e dall’accento grave () che andrebbero a formare i neumi monosonici di base: la virga ed il punctum. La combinazione di questi formerebbe gli altri neumi più complessi: il podatus formato dall’accento grave e dall’accento acuto (/), il porrectus formato dall’accento acuto, grave ed acuto (//) e così via. Un aspetto di questa ipotesi, prende in considerazione il gesto che il maestro eseguiva con le mani nel momento di dirigere il coro (chironomia). L’amanuense traduceva graficamente sulla pergamena il gesto che il maestro della schola compiva con le mani.

(Credits: foto Pubblico dominio)

Chiara Pisati

 

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