sabato , 19 agosto 2017
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Il paese dei campanelli. Handbells

Il titolo di un dolcissimo canto di metà ‘800, Le campane non hanno mai suonato così dolcemente, canto tedesco  di origine, ma tradotto poi in inglese data la sua popolarità, ha il fine di presentare uno strumento che in Italia è quasi sconosciuto, mentre in Inghilterra  e negli Stati Uniti, è un vero e proprio  oggetto di studio musicale con tecnica e repertorio proprio, ma che affronta anche arrangiamenti di brani famosi.

handbellParliamo di ‘Handbells’ ovvero ‘campanelle a mano’.  Nate per opera dei fratelli Cor in Inghilterra tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700, esportate negli USA all’inizio del 1900, sono una serie di campane intonate cromaticamente, con un manico leggermente flessibile, in pelle per le più tradizionali e in plastica per le più moderne.

Suonate con un abile movimento del polso e con una tecnica specifica, permettono di eseguire brani classici e moderni, anche virtuosi, visto che le tecniche prevedono dall’uso di una singola campana per mano, fino a 3 campane per ogni mano. Ma le tecniche più svariate non mancano e si ottengono diversi effetti percussivi usando martelletti e le stesse mani.

 

 

 

 

Ecco un saggio di varie tecniche nell’arrangiamento della celebre Farandole di George Bizet.

Continua è la ricerca e lo sviluppo delle tecniche, di nuovi tipi di campane, di materiali, di repertorio. Non c’è Campus o College che non abbia il proprio ‘handbells ensemble’, dai più piccoli con 25 campane ai più grandi con 97 campane.  Una curiosità: le handbells più piccole pesano circa 200 g, le più grandi circa 8,2 kg.

La versione per Handbells ensemble del celebre Halleluja Chorus dal Messiah di Haendel:

 


(Credits: foto Godofbiscuits ; Video TrinityHandbellchoir ; glg1014 )

Chiara Pisati

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