domenica , 22 ottobre 2017
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La Dinamica. Suoni… intensi

indicazioni-dinamicheNel linguaggio musicale la dinamica si occupa dell’intensità dei suoni, indipendentemente da quale ritmo essi abbiano.

Svariati sono i segni, le abbreviazioni, le indicazioni che indicano al musicista quanto ‘intenso’ dovrà essere il suono prodotto. Tuttavia la dinamica indicata non ha mai valore assoluto e non può assolutamente essere separata dal contesto in cui è espressa: questo indica che le indicazioni date, per esempio un ‘forte’, non potranno equivalere a una medesima intensità per tutti i periodi storici, i compositori e per tutti i brani, ma addirittura nel brano stesso la medesima indicazione può avere valori e interpretazione differenti.

Generalmente la dinamica viene annotata sotto il pentagramma con sigle in carattere corsivo, dette segni di espressione oppure segni dinamici. Dalla minima alla massima dinamica: ppp (pianississimo), pp (pianissimo), p (piano), mp (mezzopiano), mf (mezzoforte), f (forte), ff (fortissimo), fff (fortissimissimo). Eccezionalmente possono comparire pppp e ffff.

Il cambiamento di dinamica può essere improvviso oppure progressivo. Nel secondo caso si usano espressioni  come cresc. (crescendo) e dim. (diminuendo), talvolta accompagnate dapoco a poco. Spesso I termini crescendo e diminuendo possono essere sostituiti da forcelle (vedi immagine), ovvero coppie di linee orizzontali che si allontanano (dipartendosi da un punto indicano un crescendo) o si avvicinano (chiudendosi in un punto indicano il diminuendo).

Esistono altre espressioni di uso più raro come ad esempio morendo o smorzando.

Nell’epoca barocca per indicare l’alternanza di forte e piano si adottava il termine ad eco.

La dinamica richiesta in un brano influisce anche sul timbro dello strumento: generalmente un suono in ‘piano’ è meno ricco di armonici naturali,  mentre una dinamica eccessivamente alta può portare ad effetti di distorsione. Entrambi i casi sono utilizzati a fini espressivi (basti pensare al distorsore che rientra stabilmente tra gli accessori dei chitarristi elettrici e che simula l’effetto del ‘malfunzionamento’ di un amplificatore a tutto volume).

Spesso chi non ha padronanza completa del proprio strumento, quando varia l’intensità del suono, può avere dei problemi di intonazione: ad esempio nei legni, all’aumentare del volume i flauti crescono mentre gli strumenti ad ancia calano. Occorre esercitare con uno studio mirato sia l’orecchio sia il proprio controllo del fiato per ovviare a questi inconvenienti.

Un esempio del variare delle dinamiche, dal piano al forte e viceversa e un fortissimo finale: l’Ouverture da La Gazza Ladra di G. Rossini

(Credits: foto jobu0101; video ssiroe)

Chiara Pisati

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