giovedì , 22 giugno 2017
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L’ocarina. La tradizione ritorna

OcarinaL’ocarina è uno strumento a fiato di forma tondeggiante e allungata generalmente realizzato in terracotta: simili aerofoni, classificati come arghilofoni quando costruiti in argilla, sono strumenti molto antichi e diffusi tuttora (con differenti caratteristiche) presso numerose civiltà arcaiche.

L’ocarina standard impiegata nella musica occidentale fu inventata in Italia, a Budrio, durante la metà del XIX secolo (1853) da Giuseppe Donati. Il nome deriva da ucareina, diminutivo di ‘oca’ in dialetto bolognese, dovuto alla forma dello strumento.

Il suo inventore però non si limitò a costruire ocarine di una sola taglia: l’idea nuova e vincente fu quella di costruire una famiglia di ocarine grandi e piccole intonate tra di loro. Nacque così il primo Gruppo ocarinistico budriese, formato da Donati stesso e da alcuni suoi amici. Il successo fu enorme: Donati e il suo gruppo girarono l’Italia e l’Europa, e questo diffuse l’interesse e la passione per l’ocarina, tanto che in quel periodo alcuni budriesi aprirono dei laboratori di produzione a Milano, Parigi e Londra.

Nel XX secolo le ocarine si diffusero ulteriormente: negli Stati Uniti furono persino utilizzate come passatempo per le truppe impegnate nella Seconda guerra mondiale.

Oggi le ocarine sono diffuse un po’ in tutto il mondo: oltre al Gruppo Ocarinistico Budriese, l’ocarina è entrata in uso in alcuni gruppi folkloristici austriaci, sud tirolesi e bavaresi, oltre che in altri paesi fra cui Corea, Giappone, Cina, Perù, Francia, Inghilterra e Stati Uniti.

L’ocarina ha una caratteristica originale rispetto agli altri tipi di flauto: si tratta di un flauto globulare, ovvero ha una camera di risonanza tondeggiante e chiusa, non cilindrica e aperta. I difetti di questo strumento rispetto ad altri tipi di flauto sono la relativa difficoltà di intonazione e la poca flessibilità nel modulare l’intensità del suono.

A parte gli utilizzi folkloristici e ludici, l’ocarina è stata utilizzata anche nella composizione di alcune colonne sonore, come ad esempio in alcuni film di Sergio Leone musicati da Ennio Morricone (il più famoso pezzo con ‘intervento’ di ocarina lo abbiamo nella colonna sonora del film Il buono, il brutto e il cattivo), oppure in alcuni album musicali come Non al denaro, non all’amore né al cielo di Fabrizio De André.

Questo strumento musicale ha trovato spazio anche nella musica ‘colta’, come in alcune composizioni di Leoš Janáček e György Ligeti.

Poiché in Italia, a Budrio, abbiamo avuto l’onore di avere l’inventore di tale strumento in chiave moderna e considerato che il gruppo ocarinistico budriese porta avanti la tradizione con entusiasmo e  professionalità  consigliamo per approfondimenti alcuni link:

Ocarina di Budrio (sito ufficiale)

Festival dell’Ocarina di Budrio

La trascrizione dell’Overture de La Gazza Ladra di Rossini.

 

(Credits: foto Pubblico dominio;  video ocarinagroup)

Chiara Pisati

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