domenica , 19 novembre 2017
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Radiodervish, ciò che sembra dividere invece unisce. La musica come spazio di dialogo tra le culture

RadiodervishIeri ci siamo salutati con il video della canzone La fenice dei Radiodervish. Oggi cerchiamo di sapere qualcosa di più riguardo a questo gruppo.

Due giovani si conoscono a Bari, Michele, italiano e Nabil, palestinese: prima divisi dal Mar Mediterraneo, si ritrovano uniti con la passione della musica.  Passione che li porta a fondare, dopo diverse esperienze, il gruppo Radiodervish, nel 1997, avviando un percorso che si snoda con pari attenzione a testo e melodia, attingendo dalle tradizioni antiche musicali, a brani sacri di mistici occidentali e orientali, di poeti, muovendosi in ogni direzione e scavalcando le definizioni tradizionali della musica.

La musica intesa come linguaggio universale. Ecco che, avvalendosi della collaborazione di svariati professionisti, il gruppo decolla con la sua ‘world music’, lavorando su più fronti: il palcoscenico e lo spettacolo, la sala d’incisione, il tour con l’Orchestra Araba di Nazarteh in Tel Aviv e Gerusalemme, contagiando poi diverse manifestazioni salentine dapprima e poi nazionali.

E la musica diventa anche linguaggio di pace. Il loro impegno li porta a ottenere riconoscimenti significativi anche da organizzazioni come l’ONU.

Mentre qualcuno obietta che la ‘world music’ globalizza e annulla le singole tradizioni, Michele e Nabil sono convinti che essa invece risponda alle esigenze più attuali. Come essi stessi amano dire: «Oggi più che mai ci sembra che il nostro modo di fare musica possa essere un punto di riferimento per quello che dovrebbe essere il presente e il futuro della nostra società, ovvero la disponibilità a creare spazi di dialogo autentico tra diverse culture».

Per restare informati sulle loro attività la fonte diretta è il loro sito ufficiale:http://www.radiodervish.com/

E noi li ascoltiamo anche oggi, con il brano Centro del mundo:

(Credits: foto: www.ponderosa.it; video: statodinecessita)

Chiara Pisati

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