sabato , 19 agosto 2017
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Chopin: Notturni op. 9. Fatti per sognare a occhi aperti

Fryderyk Chopin, può essere considerato il massimo esponente nella composizione dei‘Notturni’, sebbene altri compositori si siano cimentati nello stesso genere (la musica ‘notturna’ era già presente nel ’700, basti ricordare la ‘Piccola Serenata Notturna’ di Mozart, ma fu Field a rinnovare il genere e farne uno del ‘must’ del periodo romantico), i loro Notturni non hanno avuto la medesima notorietà.

Il compositore polacco ne scrisse 21, di cui 3 pubblicati postumi. Scritti per pianoforte solo, Chopin si ispirò inizialmente proprio a Field, per poi personalizzare e rendere unici i suoi Notturni.

Sono assolutamente espressione sublime del canto, del bel suono, per lo più opere scritte in forma di una monodia accompagnata. Hanno spesso la caratteristica di essere divisi in più sezioni tematiche contrastanti: il canto, rispecchia lo stato d’animo del compositore, cosa tipica del periodo romantico e l’uso degli abbellimenti si fonde totalmente con la melodia con gusto estremamente raffinato. Tema ricorrente sono lo spirito polacco e il Bel Canto italiano, legati indissolubilmente a tutte le opere del compositore.

In particolare consideriamo i Tre Notturni op. 9 per ‘osservarli’ più da vicino. Per chi amasse averna anche la partitura su IMSLP è possibile scaricarla: Notturni Op 9

I 3 Notturni op. 9 sono quelli con cui si aprono generalmente le incisioni: essi sono infatti i primi di cui Chopin curò la pubblicazione nel 1832 (vennero scritti tra il 1830 e il 1832). Dedicati a Maria Pleyel, ebbero un grande successo presso il pubblico, ma non sempre concordi furono i critici sui tre pezzi che compongono l’opera.

 Chopin, NotturnoOp. 9 n. 1 in Sib Minore

Costruito su uno schema ABA’,  presenta importanti novità come la tonalità e altri accorgimenti melodici.

Il tema iniziale è semplicemente una scaladiscendente nella tonalità di impianto e l’accompagnamento si limita a sostenerlo . Il tema, particolarmente intimo e dolce, viene riproposto varie volte e spesso è variato con delle graziose fioriture che ne esaltano la delicatezza. La sezione “B” (in modo maggiore) è più lunga della prima, ma non ha un carattere totalmente diverso rispetto a questa; differisce per il semplice fatto che la melodia è raddoppiata con l’ottava. Il momento è di sospensione, quasi fuori dal tempo, e raggiunge il suo culmine nell’interludio che precede la riproposizione del tema (parte A’).

A chiusura vi è una Coda con una scala discendente di terze e di seconde, la coda porta alla chiusura del Notturno con un accordo arpeggiato)di Sib Maggiore.

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