domenica , 22 ottobre 2017
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La sinfonia. Suonando tutti insieme

Schubert, incompiutaE con una pagina della celebre Incompiuta di Schubert (nell’immagine) ci apprestiamo a spiegare il termine Sinfonia (dal greco ‘con, insieme’ e ‘suono’), che ha avuto, nella storia della musica, vari significati; in particolare ha indicato diverse forme musicali, ma l’accezione più comune della parola deriva dall’uso tardo-settecentesco del classicismo viennese e della scuola di Mannheim, secondo il quale la Sinfonia è un brano orchestrale composto di più movimenti, di proporzioni abbastanza ampie e articolati secondo procedimenti formali ben precisi. Si basa sulla cosiddetta forma-sonata, per cui la sinfonia può essere definita la ‘sonata per orchestra’.

Di solito nella sinfonia classica i movimenti sono quattro:

1° Movimento Allegro, con struttura di forma sonata. A volte ha una breve introduzione lenta.

2° Movimento lento, che può avere struttura differente: Romanza, Tema e Variazioni, Rondò oppure anche qui la forma sonata.

3° Movimento, un Minuetto di tempo moderato ed è di solito il movimento più breve della sinfonia. Oppure possiamo trovare uno Scherzo.

4° Movimento veloce, in forma sonata o rondò.

1° e 4° movimento possono avere la stessa tonalità ed è così nella maggior parte dei casi, mentre i movimenti di intermezzo possono variare: se si parte da tonalità minori, di solito si passa al relativo maggiore; se si parte da tonalità maggiori, si usa la tonalità di dominante o sottodominante.

A volte il 2° e il 3° movimento possono essere scambiati.

Come già detto per la forma sonata questo è lo schema ‘scolastico’, poi le eccezioni alla regola sono innumerevoli.

L’orchestra classica, formata da archi, legni, corni, e timpani, viene arricchita, a partire dalle ultime opere di Haydn, con le trombe; egli utilizzò anche il clarinetto, che non è presente nelle prime sinfonie di Mozart. Un’importante fonte di innovazioni timbriche arriva dall’opera lirica: strumenti come il corno inglese, il controfagotto, gli ottoni più gravi e l’arpa sono integrati sempre più spesso nell’orchestrazione sinfonica a partire dal primo Ottocento.

Oltre alla varietà timbrica, sempre più ampia (vengono inseriti glockenspiel, xilofono, celesta, tube…) anche il numero di elementi dell’orchestra sinfonica, in particolare nella sezione degli archi, si accresce rapidamente in epoca romantica e tardo romantica.

Ecco una delle più note sinfonie mozartiane, la meravigliosa Sinfonia Jupiter con il link per la partitura Sinfonia n41 in Do Maggiore k 551 “Jupiter”

(Credits: foto Pubblico Dominio; video Am4d3usM0z4rt)

Chiara Pisati

 

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