sabato , 19 agosto 2017
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La ghironda. Uno strano strumento a corde

GhirondaGhironda con corpo a chitarra

 

La ghironda è un cordofono, a corde strofinate da un disco, di origine medievale.

Il suo antenato è la Symphonia, strumento del secolo XIII, con dimensioni molto più piccole, il suo nome era dovuto al fatto di poter suoanre in polifonia. La symphonia veniva suonata da un solo strumentista e utilizzata dai menestrelli per accompagnare danze e chansons de geste; ma la sua popolarità era tale da adottarne l’uso anche alle processioni religiose .

Nella seconda metà del XVII secolo lo strumento ‘a corpo di liuto’ appare nella corte francese nell’ambito della ‘moda’ bucolico-pastorale dell’aristocrazia di quegli anni: l’opera del liutaio Henri Bâton, che nei primi anni del secolo successivo sviluppa la ghironda nella sua forma ‘moderna’. Questa trasformazione permette inoltre l’inserimento ghironda tra gli strumenti da musica da camera. Le ghironde create da Bâton, disponibili nelle forme a chitarra e a liuto, più curate nell’aspetto esteriore e dotate di un’intonazione più precisa, riscuotono largo successo soprattutto tra il pubblico femminile; in breve tempo lo strumento viene ammesso ai concerti e molti fabbricanti di strumenti cominciano a produrlo.

Il gran numero di opere d’arte del periodo che raffigurano la ghironda e i molti componimenti eseguiti sono prova della popolarità dello strumento, che tuttavia non ottiene un posto “fisso” all’interno dell’orchestra d’opera; nella seconda metà del secolo, infatti, ritorna ad essere principalmente uno strumento folcloristico.

Oggi è possibile ascoltare la ghironda in alcuni festival europei di musica folk, suonata spesso insieme a cornamuse, in particolare in Francia e in Ungheria, oppure nei gruppi che interpretano musica medioevale e rinascimentale in senso filologico.

La ghironda funziona grazie a una ruota di legno, coperta di pece e azionata da una manovella, che sfrega le varie corde: i cantini, i bordoni e la trompette. I cantini, solitamente due posti nella parte centrale dello strumento, sono controllati da una tastiera cromatica e realizzano la melodia. I bordoni, posti vicino al piano armonico, producono un suono continuo: di solito la tonica,ma a volte anche la dominante. La corda della trompette, poggiando su un ponticello mobile detto anche «chien» (cane), produce invece un caratteristico suono ronzante. Tramite la complessa tecnica dei colpi di manovella, che sollecitano la corda della trompette, è possibile realizzare delle formule di accompagnamento ritmico (colpi di due, di tre o di quattro, regolari o irregolari).

(Credits: foto Frinck51; video Adelasio)

Chiara Pisati

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