domenica , 22 ottobre 2017
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Il rackett, piccolo, grande strumento

famiglia di rackettFamiglia di rackett presentati in una tavola del Syntagma Musicus di Praetorius

Il Rackett è uno strumento ad ancia doppia usato nella musica rinascimentale e in seguito in quella barocca.

Vi sono svariate misure dello stesso, alla maniera di altri strumenti (flauto dolce, dulciana…), anche il rackett spazia dal ‘soprano’ al ‘gran basso’. Le dimensioni sono ridotte, ma la resa sonora è assai differente, ad esempio il racket tenore misura meno di 12 cm, tuttavia la sua nota più bassa è il Fa di 2 ottave sotto il do centrale!). Tutto ciò è permesso da una costruzione dello strumento veramente ingegnosa.  Il corpo consiste in una ‘camera’ di legno dove sono ricavati 9 cilindri paralleli e cavi, uniti alternativamente in basso e in alto, con stingendo l’aria a percorrere un lungo passaggio in uno spazio ridotto e compatto.

A volte questa costruzione così inusuale dello strumento crea qualche problema all’esecutore, avendo lo strumento una diteggiatura alquanto insolita.

copia di rackett baroccoCopia di rackett barocco (si notino le modifiche apportate da Denner)

Il Rackett barocco, sviluppato nel laboratorio di J.C. Denner, ha una diteggiatura molto più semplificata, e questo grazie alla aggiunta di un numero di ‘tetines’, che sono tubetti di metallo, che vengono coperti dalle dita (indici e mignoli) mentre si suona.

Un rackett non più essere intonato mediante il cambio di lunghezza (come invece accade per altri strumenti a fiato). La condensa che si forma all’interno può essere facilmente rimossa perchè rimane nella ritorta di ottone per cui nelle pause si può eliminare velocemente. Nonostante molti preconcetti il racket barocco è uno strumento versatile, come tono e  gamma di suoni, con un’ancia appropriate, ha una gamma cromatica simile a quella del fagotto barocco e essendo  agile da suonare può eseguire praticamente tutto il repertorio destinato a uno strumento che fungeva da basso (fagotto…) .

Le origini comunque rimangono sconosciute. Ne abbiamo menzione la prima volta in un inventario Tedesco del 1576, in Wurttemberg (nominato come ‘Raggett’) e sempre in Germania nell’inventario di Graz (1590) nominato ‘Rogetten’.

Dimostrazione di rackett rinascimentali

(Credits: foto1 Pubblico Dominio; foto 2 Godfrey; video HD41117)

Chiara Pisati

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