domenica , 19 novembre 2017
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Mozart, concerto per violino K 219. Il concerto con tantissimi unicum

MOzart concerto per violino K 219Il concerto per Violino in La maggiore, K. 219,  spesso chiamato con il nome ‘Turkish, venne scritto da Mozart nel 1775, ed eseguito per la prima volta nello stesso anno a Salisburgo.

Mozart  compose la maggioranza dei suoi concerti per violino tra il 1773 e il 1779, ma sono sconosciuti i committenti e le occasioni per cui Mozart li abbia scritti. Ugualmente la datazione è solo approssimativa: analizzando i manoscritti, i carteggi e gli autografi è comprovato che i 5 concerti furono ridatati svariate volte. Per questo concerto in analisi, troviamo prima la data 1775, poi corretta in 1780 e ancora riportata a 1775. Anche la  tonalità stessa è abbastanza inusuale, infatti Mozart la utilizzò in questo concerto e poi non la usò più fino alla composizione del concerto per pianoforte K 414 (1782).

L’autografo di questo concerto è conservato alla Biblioteca del Congresso inWashington D.C.

L’organico del concerto prevede, violino solista, archi, 2 oboi e 2 corni ed è diviso in 3 movimenti:

Allegro Aperto – Adagio – Allegro Aperto

Adagio

Rondò – Tempo di Minuetto

L’indicazione aperto  nel primo movimento è rara nella musica strumentale di Mozart, più frequente invece nella musica operistica: indica che il pezzo debba venir suonato in maniera più solenne e maestosa del semplice allegro.  Il movimento si apre con l’orchestra che suona il tema principale, il violino solista apre con l’orchestra  con un breve e dolcissimo passaggio in la maggiore, adagio,  con un semplicissimo accompagnamento dell’orchestra stessa . Questo è l’unico concerto del repertorio mozartiano, dove il solista entra nell’adagio, poi rientra sul tema principale, suonando però una melodia differente sopra l’orchestra.

L’adagio apparve troppo ricercato ad Antonio Brunetti, primo violino dell’orchestra diSalisburgo. Mozart andando incontro ai desideri di Brunetti lo modificò con la stesura di un altro adagio (K 261) di effetto più sicuro ed immediato e dove, come nella stesura del concertoK 216, sostituirà gli oboi con i flauti e prescriverà agli archi l’uso della sordina.

Il rondò finale è basato su un tema a minuetto che ricorre più volte. Nella sezione centrale il tema cambia spesso da ¾ a 2/4 con una sezione di musica , caratterizzata dalla modulazione a La minore e dall’uso di elementi particolari, come cromatismi all’unisono in crescendo, o ripetizione di brevissimi incisi musicali suonati da violoncelli . Da qui il nome di  “The Turkish Concerto”.  Citiamo qui il famosissimo  Rondò alla Turca  dalla sonata in La maggiore per pianoforte di Mozart che adotta la stessa armature in chiave e simili elementi.

Spartito disponibile al link su IMSLP : Violin concerto k 219

(Credits: foto IMSLP; video Am4d3usM0z4rt)

Chiara Pisati

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