domenica , 22 ottobre 2017
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Canto fermo Ambrosiano, tesoro della Chiesa milanese

Credo ambrosianoCredo Ambrosiano

 

 

 

La tradizione della Chiesa trasmette come ‘canto ufficiale’ il Gregoriano, di cui ci sono già alcune ‘puntate’ su questo sito. Ieri, avendo parlato dell’offerta formativa del PIAMS di Milano, che è una scuola specifica del canto ambrosiano, mi è venuta l’idea di farne un accenno.

Il Cantus Firmus ambrosiano è parte assolutamente e integrante della liturgia del rito e fu Sant’Ambrogio stesso che, per la prima volta in assoluto nella liturgia della Chiesa, introdusse nel386 l’uso di canti non derivanti dai salmi  che fino ad allora erano gi unici a venir cantati durante le Messe.  Questa sua innovazione si diffuse presto anche nelle Chiese di altro rito.

Ambrogio è stato definito il più musicale dei Padri: egli stesso ha steso testi e composto musiche dei suoi inni e introdurre la metrica classica al posto di quella libera che era simile alla salmodia ebraica. Scelse per i suoi inni il dimetro giambico.

Altro elemento innovatore fu l’ antifonia, elemento fondamentale per consentire a tutti i fedeli di partecipare maggiormente al rito, grazie ad un canto collettivo eseguito da un’ala maschile e da un’altra ala composta da donne e bambini. Per agevolare il popolo alla declamazione, Sant’Ambrogio realizzò versetti facili da recitare ed eliminò sia il ruolo del solista sia la presenza dei vocalizzi, rendendo tutto l’insieme più armonico.

Come il canto gregoriano, anche il canto ambrosiano fu naturalmente modificato nel corso dei secoli dalla sua elaborazione da parte di Ambrogio, ma non di meno oggi lo si definisce il più antico corpus musicale occidentale. Per preservare questo patrimonio insostituibile è stato istituito il PIAMS (Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra), voluto dal beato Card Schuster e  consociato con il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma.

I testi liturgici musicali e canori ambrosiani sono contenuti nei volumi “Antiphonale Missarum iuxta ritum Sanctae Ecclesiae Mediolanensis” (1935) e “Liber Vesperalis” (1939) editi dal musicologo benedettino spagnolo Gregorio Maria Suñol.

(Credits: foto www.cantoambrosiano.com; video vianini giovanni)

Chiara Pisati

 

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