Bach per il Quarto concerto brandeburghese (BWV 1049) prevede come strumenti solisti un violino e una coppia di flauti dolci: a questi ultimi affida un compito di accompagnamento concertante “in eco”. Non mancano ovviamente un complesso d’archi il basso continuo a completamento. Negli altri 5 concerti Bach per il 2° tempo prevede un organico strumentale ridotto, in questo invece rimane invariato in tutti e 3 i movimenti.
L’introduzione del primo movimento (Allegro, in tempo 3/8) segue un modello compositivo che verrà riutilizzato anche nel Quinto concerto brandeburghese. Si può suddividere in 3 parti: la prima dove chiaramente viene impostata e confermata la tonalità (in questo caso sol maggiore); la seconda in cui il tema viene rielaborato anche tramite modulazioni; la terza è la chiusura che avviene con una cadenza perfetta e che dà il via al solo del violino.
Il primo movimento è ampio: è possibile definirlo un concerto grosso, con flauti e violino a formare il concertino. La struttura è di tipo ABA e il tema dell’introduzione viene affidato al concertino. Il violino, di fatto, ha più parti solistiche e non interagisce molto coi flauti, che invece
L’andante del 2° tempo (in tempo ¾) centrale presenta un tema cantabile eseguito dal pieno orchestrale. Si tratta di una sarabanda in mi minore . La tonalità di mi minore è mantenuta nel corso di tutto il brano, senza modulazioni alla relativa maggiore. A parte una fioritura del basso alle battute 55-58, il ruolo principale è affidato ai due flauti.
Il Presto finale (3° tempo in tempo tagliato) ha la struttura di una fuga, interrotta a metà da una cadenza virtuosistica del violino principale. La tonalità, come nel primo movimento, è sol maggiore.
Di questo concerto esiste una versione (BWV 1057, trasposta in Fa maggiore) in cui il violino solista è sostituito dal clavicembalo concertante.
(Credits: foto Carlets; video 1/2/3 Ahmed Barod)
Chiara Pisati